Spiritualità del Sacro Cuore
La Spiritualità del Sacro Cuore è la spiritualità che caratterizza il nostro istituto e nasce dalla contemplazione del Cuore del Signore che, dall’inizio della sua vita nel grembo di Maria per opera dello Spirito Santo fino alla morte in croce e alla trafittura del costato, ci ha indicato la via per vivere una vita intensa di amore, di dono, di testimonianza silenziosa e gioiosa. Ne nasce quindi una spiritualità di incarnazione, che si spende nell’oggi e in ogni istante della nostra vita, il cui significato e valore si può sempre arricchire di ascolto, di tenerezza, di condivisione.

fr. Venzo s.j., Aloisianum, Gallarate (VA)
Noi, consacrate secolari, sappiamo che non dobbiamo andar lontano per avvicinare fratelli e sorelle con cui crescere nella fede, a cui portare un tocco di speranza. Potrebbe a volte bastare di aprire la porta che dà sul pianerottolo …
Possiamo parlare del Cuore di Gesù perché Gesù è stato uomo e con cuore di uomo ha conosciuto tutte le sfaccettature dell’amore, è stato in modo sublime uno di noi.
Ma non è tutto qui. Gesù è il Verbo incarnato e il suo cuore di uomo vive il mistero della realtà divina all’unisono con il Padre e lo Spirito Santo: in Lui “abita corporalmente la pienezza della divinità”, in Lui c’è tutta la scienza e la sapienza, in Lui “si ricapitolano tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra”. Questo per noi vuol dire dare spazio ad una spiritualità di contemplazione, che si avverte come una esigenza profonda man mano che si considera che “per questo il Signore è stato trafitto: affinché attraverso la ferita visibile vedessimo la ferita invisibile dell’amore”, vuol dire incontrarsi con l’amore del Signore che ha accolto la morte per salvare tutti noi.
Considerare la realtà di questo Cuore umano-divino può dare davvero le vertigini, può scoraggiare dal tuffarsi in una simile impresa …
Ma non può ridursi ad una ricerca sentimentale, essa è l’invito a lasciarci condurre dal Signore stesso dentro il suo mistero d’amore donato fino alla fine. Questo vuol dire coltivare una spiritualità che si nutre di contemplazione. L’umanità e divinità di Cristo Nostro Signore ci portano a valorizzare la nostra umanità con i nostri talenti e i nostri sogni riempiendoli di quell’amore che intendiamo attingere da Colui a cui ci consacriamo. Impegno concreto nel mondo quindi, con lo sguardo illuminato dalla presenza interiore di Gesù “mite e umile di cuore”.
