Ci presentiamo
Siamo persone, nubili o vedove, che hanno riconosciuto di essere chiamate dal Signore ad una vita di consacrazione, nella quale viviamo i consigli evangelici di castità, obbedienza e povertà vivendo nel mondo secondo le modalità ordinarie di tutti i laici: per realizzare questa nostra comune vocazione, siamo riunite nell’ Istituto Secolare Cordis Jesu. Nessuno degli elementi che caratterizzano la nostra vita è stato “creato” o “inventato” da noi: li riceviamo dalla Chiesa, mentre tipicamente nostro è il rapporto che stabiliamo tra di loro, incarnandoli nelle nostre vite secondo le indicazioni che ci giungono da Costituzioni e Regolamento: questi sono i documenti fondamentali che regolano la vita dell’Istituto in tutti i suoi aspetti. In ogni cosa restiamo comunque fedeli al magistero della Chiesa, che seguiamo con spirito filiale.
Guida del cammino del nostro Istituto Secolare è la spiritualità del Sacro Cuore, che ci invita alla contemplazione del Cuore trafitto di Cristo. La comprendiamo attraverso l’insegnamento della Chiesa, fondato sulla Scrittura e sulla Tradizione e testimoniato dall’esperienza spirituale di tanti santi che hanno modellato su di essa la propria esistenza. Alimentiamo la nostra vita spirituale attraverso la preghiera liturgica e personale, la meditazione della Parola, la vita sacramentale; la viviamo nel mondo, in mezzo a tutti i nostri fratelli. Infatti, la secolarità è una componente essenziale della nostra vocazione, per cui il nostro cammino di santità e di consacrazione si sviluppa in un’esistenza vissuta nel mondo. L’impegno a vivere i consigli evangelici fa sì che per noi la secolarità divenga l’autentico luogo di realizzazione e crescita del discepolato di Cristo: concretamente, questo si realizza rimanendo ognuna nel proprio ambiente di vita e di lavoro.
Accanto alle persone consacrate, l’Istituto accoglie anche persone sposate che, pur non chiamate a seguirne il cammino di consacrazione, ne condividono però la spiritualità, declinandola e concretizzandola in rapporto alla loro condizione di spose e di madri.

